Studio con Oura Ring evidenzia 46 minuti in più di sonno grazie al wearable Apollo Neuro
Un recente studio clinico pubblicato sulla rivista JMIR mHealth and uHealth ha analizzato quasi 475.000 notti di sonno raccolte da 935 utenti del dispositivo indossabile Apollo Neuro, rilevando un incremento medio di 46 minuti di sonno per notte tra chi soffriva di carenza cronica di riposo. Inoltre, è stata osservata una riduzione del 77% della probabilità di dormire meno di sei ore.
Il dispositivo, indossato al polso, sfrutta la tecnologia brevettata Vibes di Apollo, che consiste in vibrazioni silenziose a onde sonore personalizzate tramite un’app. Queste stimolano il nervo vago, favorendo un effetto calmante sul corpo. Secondo il produttore, il tocco ritmico e delicato contribuisce a rallentare la frequenza cardiaca e a migliorare la variabilità della frequenza cardiaca (HRV), spostando il sistema nervoso da uno stato di stress e agitazione verso il recupero.
Per la raccolta dati, i partecipanti hanno utilizzato anche gli anelli Oura, consentendo un monitoraggio continuo e accurato del sonno in condizioni reali, senza modifiche comportamentali o ambientali imposte dallo studio. Questo ha permesso di osservare gli effetti terapeutici del wearable su larga scala.
Oltre all’aumento della durata del sonno, i ricercatori hanno riscontrato un miglioramento della qualità, con un incremento del sonno REM e una migliore conservazione delle fasi di sonno profondo. L’efficacia del dispositivo è risultata proporzionale alla frequenza d’uso, evidenziando una relazione dose-risposta tra l’esposizione alle vibrazioni notturne e la quantità e qualità del sonno.
Gli autori dello studio, tra cui il neuroscienziato e psichiatra David M. L. Rabin, cofondatore e direttore medico di Apollo, e il medico specialista del sonno Michael Breus, hanno sottolineato come questa ricerca rappresenti uno dei più ampi studi real-world sull’impatto della tecnologia indossabile sul sonno. I risultati indicano che il wearable Apollo può offrire un supporto comparabile ai farmaci prescritti per il sonno, senza effetti collaterali o necessità di interventi comportamentali intensivi.
Il CEO e cofondatore di Apollo Neuroscience, Kathryn Fantauzzi, ha evidenziato che i dati riflettono l’utilizzo del prodotto in condizioni quotidiane, senza protocolli speciali o supervisione da parte dei ricercatori, confermando la praticità del dispositivo per gli utenti comuni.
Il mercato dei dispositivi indossabili per il miglioramento del sonno continua a espandersi, con soluzioni tecnologiche sempre più sofisticate. Tra queste, il dispositivo Somnee, un fascia per il sonno basata su intelligenza artificiale e sensori EEG, ha recentemente ottenuto un finanziamento di 10 milioni di dollari e ha vinto il Pitch Day della NFL Players Association. Analogamente, NextSense ha raccolto 16 milioni di dollari per i suoi Smartbuds, auricolari EEG progettati per ottimizzare il sonno.
Fonte originale: athletechnews.com